Questo sito utilizza cookie tecnici per scopi di analisi dei navigatori. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni, o per modificare le preferenze leggi le Condizioni d'Uso.

Milano per la nonviolenza (2010)

MILANO PER LA NONVIOLENZA

UnAltroMondo Onlus, da sempre promotrice della creazione di una grande forza nonviolenta nel territorio italiano, ha attivamente partecipato alla campagna di sensibilizzazione per un futuro di pace e nonviolenza articolata in quattro proposte, culminata nella Giornata per la nonviolenza svoltasi il 6 novembre 2010.


Oggi la violenza si impone in tutti i campi della vita sociale e intacca, ogni giorno di più, anche la sfera personale di ciascuno di noi.
L’umanità si trova a un bivio: da una parte violenza e distruzione crescenti, dall’altra il coraggioso cammino della nonviolenza attiva.
Essere nonviolenti significa superare la violenza interna e muoversi per denunciare e superare quella sociale, perché un vero nonviolento non tollera la violenza e le si oppone attivamente.

SUPERARE LA VIOLENZA SUL PIANO INTERNAZIONALE È:
L’Italia fuori dalla guerra. Ritirare immediatamente le truppe italiane dall’Iraq e attenersi alle risoluzioni dell’ONU, nel rispetto della Costituzione Italiana:
Articolo 11. “L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali…


SUPERARE LA VIOLENZA NELLA VITA SOCIALE È, COME PRIMO PASSO:
applicare la legge, per quanto imperfetta sia, e far funzionare la giustizia.
L’ Articolo 3 della Costituzione recita:
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana…”. Ma il diritto a vivere come persone umane, cioè il diritto alla salute, all’educazione, alla casa, al lavoro, alla pensione, alla libertà e alle pari opportunità, è violato sistematicamente.


SUPERARE LA VIOLENZA NELLA SFERA FAMILIARE È:
fare ciò che si predica, uscendo dalla retorica ipocrita che avvelena le nuove generazioni

SUPERARE LA VIOLENZA NELLA SFERA PERSONALE È:
sforzarsi di far coincidere ciò che si pensa con ciò che si sente e ciò che si fa, sfuggendo alla contraddizione che genera violenza.


LA NONVIOLENZA È UNA SCELTA DI VITA, È IMPARARE A SUPERARE LA VIOLENZA IN SÉ E FUORI DI SÉ!!

Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

simbolo pace umano p.zza duomo
Simbolo della pace "umano", creato in piazza Duomo a Milano

Torna a inizio pagina

Marcia Mondiale per la Pace e la NonViolenza (2009)

Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Secondo il rapporto ONU del 2008 1,4 miliardi di esseri umani vivono oggi con meno di un dollaro al giorno, 30 mila persone muoiono ogni giorno per malattie curabili e più di 500 mila donne perdono la vita per complicanze legate al parto.

Nel settembre 2000 i capi di Stato e di Governo di tutti gli Stati membri dell’Onu, si sono riuniti per sottoscrivere la Dichiarazione del Millennio, impegnandosi ad attuare i provvedimenti necessari a dimezzare entro il 2015 il numero di persone che nel mondo vive con meno di 1 dollaro al giorno. Ma l’obiettivo è ancora lontano: non ci sono le risorse, dicono.

Eppure il SIPRI (l'Istituto di Ricerca di Stoccolma) calcola che nel 2007 sono stati spesi mille e trecentotrentanove miliardi di dollari in armi ed eserciti. Basterebbe il 10% di questa spesa, secondo gli Obiettivi del Millennio, a eradicare definitivamente la povertà.

E’ questo il mondo che vogliamo? Ha senso, in una situazione come questa, limitarsi a organizzare progetti, per quanto utili e urgenti, nel Sud del Mondo?

Per questa ragione UnAltroMondo Onlus ha deciso di mettersi in marcia e di aderire, insieme a centinaia di altre organizzazioni, alla prima Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza.

Perché la voce di tutti i volontari di UnAltroMondo in Italia, in Senegal, Mali, Togo e India, che ogni giorno lavorano per costruire un mondo più umano, possa finalmente unirsi a quella di milioni di altre persone reclamando per sé e per le future generazioni un mondo di pace e nonviolenza.

Reclamando un futuro in cui ciascun essere umano per la sola ragione di essere nato, veda riconosciuti i suoi fondamentali diritti alla salute, all’educazione, alla parità di opportunità, a una vita degna. Ma anche alla felicità e alla pienezza della propria esistenza.

guarda il video di presentazione

Dopo aver percorso 200.000 chilometri, l'equipe internazionale dela Marcia Mondiale è arrivata il 2 gennaio al Parco di Studio e Riflessione Punta de Vacas, in Argentina. Circa 20mila persone hanno ascoltato i rappresentanti della Marcia Mondiale di Cile, Argentina, India, Italia, Filippine, Spagna e Inghilterra, che hanno percorso il pianeta chiedendo il disarmo nucleare.

Sito della marcia mondiale per la pace.

182
Laboratorio sulla pace con i bambini della scuola umanista di Kalaban Coura, Bamako, Mali,
in occasione del campo di lavoro 2009

Torna a inizio pagina

Stop Malaria - La strage silenziosa (2009)

Obiettivo: Diminuzione dell'incidenza della malaria attraverso la prevenzione; senzibilizzazione; pressione sulle istituzioni per una soluzione.

Documenti allegati:
Dossier Stop Malaria (182.79 kb)
Relazione attività in Mali al 31.12.07 (87.97 kb)

Di malaria muore una persona ogni 30 secondi, principalmente bambini al di sotto dei 5 anni (3000 bambini al giorno!) e donne in gravidanza.
Attualmente è la malattia con la più alta mortalità nel mondo.

Cos'è: la malaria è una malattia infettiva causata da protozoi del genere Plasmodium, trasmessi all'uomo da zanzare femmine del genere Anopheles.

Si stima che ogni anno questa malattia colpisca dai 300 ai 500 milioni di persone: il 90% dei casi si presenta nell'Africa sub-sahariana, dove negli ultimi 25 anni c'è stato un aumento del 40% dei casi.
Non esiste ancora un vaccino che possa contrastarla: questa sarebbe la soluzione che potrebbe stroncare il tasso di mortalità e sradicarla.
Esistono, invece, farmaci che possono curarla e arginarne gli effetti, ma che presentano diversi problemi.

La clorochina, utilizzato comunemente dalla popolazione, risulta ormai inefficace (le zanzare hanno sviluppato un ceppo di resistenza a questo componente); altri farmaci risultano "troppo complicati" da prendere, cosa aggravata dall'insufficienza di strutture sanitarie, o troppo costosi.

La malaria è una malattia dei poveri: è scandaloso che, non traducendosi in un buon business, non vengono stanziate sufficienti risorse per risolvere o quanto meno diminuire drasticamente il problema.
Importante risulta essere la prevenzione, intesa come utilizzo di repellenti e zanzariere (non dimentichiamo che la malaria è una malattia trasmessa da un vettore che è la zanzara anofele).
Per esempio, in un villaggio dove erano state installate zanzariere e la gente era seguita nell'utilizzo, si verificava un abbattimento dal 40% al 3% dell'incidenza della malaria.

Sito ufficiale di Stop Malaria: www.stopmalaria.it

 

Progetto di UnAltroMondo: STOP MALARIA MALI

65641 445330458883881 2015757246 n
Distribuzione di materiale informativo e zanzariere in occasione della campagna Stop Malaria in Mali, 2012 

Torna a inizio pagina

Campagna mondiale per il disarmo (2007)

Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Ci troviamo in una situazione di enorme rischio, con 30.000 testate nucleari capaci di distruggere il pianeta intero 25 volte, e nessuno ne parla. Intanto la corsa al riarmo atomico prosegue e si accelera e le possibilità di un “incidente” nucleare, le cui conseguenze potrebbero essere devastanti, aumentano sempre di più.

Per questo una rete di organizzazioni umaniste attive in tutto il mondo nel campo dei diritti umani, della pace, della cooperazione internazionale e dell’ambiente ha deciso di lanciare una campagna mondiale per il disarmo, volta a sensibilizzare la coscienza della gente comune, provocando una risposta capace di raggiungere i potenti. Una campagna mondiale che porti dovunque la richiesta di pace sentita da milioni di persone.

Si tratta di una campagna che vuole arrivare alla coscienza della gente comune, provocando una risposta capace di raggiungere i potenti. Una campagna mondiale che porti dovunque la richiesta di pace sentita da milioni di persone.


Guarda il primo spot di Silo, fondatore del Movimento umanista.

Torna a inizio pagina

Acqua Bene Comune (2007)

Obiettivo: Sensibilizzazione sul problema acqua; attività concrete per la potabilizzazione dell'acqua nei paesi poveri.

Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Documenti allegati:
Dossier sulla crisi dell'acqua (109.50 kb)

E' stato raggiunto il traguardo di 300.000 firme raccolte a livello nazionale e si spera di arrivare presto ad un pronunciamento definitivo del parlamento a favore dell'acqua pubblica!

Anche UnAltroMondo ONLUS ha organizzato tavolini e iniziative di raccolta firme nei mesi scorsi in difesa dell'acqua.
 
Il 13 gennaio 2007 è iniziata nelle piazze delle città italiane la raccolta firme sulla legge d’iniziativa popolare con la quale si vuole riportare l’acqua sotto il controllo pubblico, sia per quanto riguarda la proprietà che la gestione ed erogazione dei servizi idrici.
Ma non saranno banchetti del solo movimento dell’acqua. Più di 100 associazioni e comitati hanno promosso e aderito alla campagna, tra cui il Partito Umanista e gli Umanisti per l'Ambiente, i Cobas, l'ARCI, la CGIL, l'intero movimento di Porto Alegre, i partiti della sinistra radicale, ma anche vescovi e parroci, personalità della cultura e dello spettacolo che hanno inviato i messaggi di sostegno.
L'obiettivo è di raccogliere mezzo milione di firme in 6 mesi, anche se ne basteranno 50.000 per portare l'iniziativa popolare in Parlamento. La proposta di legge vuole innanzitutto inserire nella legislazione italiana il principio che l'acqua dev'essere un bene comune, un bene pubblico, non una merce che si può privatizzare e vendere, sulla quale si può speculare e fare profitti.
In passato l'acqua è stata gestita dai Comuni stessi o da aziende municipalizzate, ma da alcuni anni è partita un'offensiva da parte di aziende e multinazionali per accaparrarsi i diritti su di essa. C'è chi la vede come il "petrolio blu" del futuro, da sottomettere ai meccanismi del libero mercato e da quotare in borsa. Da proprietà e diritto di tutti l’acqua diventerebbe così una merce alla quale si accede solo pagandola salata. Nell'ambito politico tutti d'accordo a privatizzare, dal centrodestra al centrosinistra, dalla sindaca di Milano Moratti fino al presidente Prodi (il quale aveva promesso l'esatto contrario in campagna elettorale). Tutti a collaborare volenterosi alla svendita del patrimonio pubblico, come è accaduto in provincia di Pavia, dove la legge della Regione Lombardia che obbliga a privatizzare i servizi idrici è stata recepita all'unanimità.
L'argomentazione che, essendo un bene scarso, l'acqua verrebbe gestita meglio da privati per evitare sprechi, è falsa. Gli acquedotti sono oggi in buone condizioni, l'acqua di ottima qualità, l'accesso garantito a tutti, il costo basso. L'obiettivo principale delle società private è il profitto (a spese dei cittadini) e non la qualità del servizio.
La questione è gravissima e non riguarda solo l'Italia. Al summit di Nairobi e alla FAO parlano di siccità, desertificazione e carenza idrica in Europa, negli USA e in Cina, di 200 milioni di profughi idrici, di 800 milioni di contadini poveri cacciati dalle loro terre entro il 2050 e di modelli agricoli ormai in crisi per l'eccessiva dipendenza dall'acqua. In un rapporto sullo sviluppo umano dell’ONU dal titolo significativo "Povertà e Crisi Mondiale dell’Acqua" si legge che 4900 bambini al giorno muoiono di diarrea per mancanza di acqua potabile e servizi sanitari.
Per quanto riguarda la situazione italiana, è urgente porre uno stop alla privatizzazione ora che è ancora possibile. Una volta privatizzata l’acqua, sarà difficile tornare indietro. I cittadini, i politici e le istituzioni non si stanno rendendo conto di quello che è in gioco. Questa ignoranza è dovuta in parte al silenzio imposto dai mass-media, che hanno la consegna di tacere sulla questione.
Scendendo in piazza, pacificamente, a raccogliere le firme dobbiamo quindi anche informare, informare, informare, affinché si crei un'ampia protesta in tutto il paese che riesca ad ostacolare e bloccare l'avanzata dei privati.
L'acqua deve restare un bene pubblico. Non può diventare una merce.

Sostegno ai popoli colpiti dal maremoto (2005)

Obiettivo: Raccolta fondi e sensibilizzazione

Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Cari amici,

come avrete appreso dai giornali e dalla televisione domenica 26/12 si è verificato in Asia un disastro di enormi dimensioni. Onde di dimensioni colossali hanno colpito le coste dello Sri Lanka, dell'India, dell'Indonesia, della Thailandia e di diversi altri Paesi spazzando via interi villaggi in una delle zone più povere del pianeta.

UnAltroMondo Onlus, come sapete, è attiva con diversi progetti nel Tamil Nadu, lo stato più a sud dell'India, il più colpito dall'evento. Alcuni nostri volontari nella zona di Pondicherri sono rimasti coinvolti, alcuni sono morti, ancora non sappiamo quanti. I contatti telefonici con la zona sono fuori uso ed è difficile avere notizie sulla situazione.

In questo momento Rosario, Ursula e altri responsabili si tovano nelle zone colpite per aiutare le altre associazioni del network ad assistere gli sfollati. Da un loro primo viaggio ci hanno riportato che le cose più urgenti sono:

- strumenti per pulire le sistemazioni delle persone sfollate;
- ripari temporanei;
- utensili, stuoie, coperte;
- latte e biscotti per i bambini;
- medicine;
- scuole per i bambini;
- reti e barche da pesca per i pescatori.

Viste le difficoltà ad inviare materiali e oggetti in India, abbiamo deciso di attivare un fondo per sostenere l'acquisto da parte dei volontari locali di medicine e beni di prima necessità. Grazie all'azione alla base dei nostri volontari indiani e italiani possiamo monitorare la distribuzione dei fondi raccolti affinché arrivino a destinazione nel massimo della trasparenza e fiducia possibili.

Se volete partecipare alla campagna potete:

- versare il vostro contributo sul C/C postale n° 26837211 intestato a UnAltroMondo Onlus, Via Tonale 57, 20099 Sesto San Giovanni (MI), specificando nella causale "sostegno ai colpiti dal maremoto";

- organizzare una catena di solidarietà aiutandoci a raccogliere fondi presso familiari, amici, colleghi di lavoro;

- partecipare ai nostri incontri settimanali per coordinare questa campagna.

Mi raccomando: il vostro aiuto è prezioso!

Grazie a tutti,

Gaspare Tararà
UnAltroMondo Onlus

per informazioni: Gaspare 347.0520584 - Patrizia 347.2997367

Sostienici adesso

Clicca qui per effettuare una

  

Newsletter

Per essere sempre informato
sulle attività e sui progetti di
UnAltroMondo Onlus

  

Ultimi aggiornamenti

Un GRAZIE di cuore 
a chi ha scelto 
di devolvere i
l 5 x 1000
dell'anno 2014
alla nostra associazione
consentendoci di 
ricevere 15.908,53 Euro
per sostenere i nostri progetti !